Aggiornamenti normativi 2025–2026 e impatti sui Modelli 231/2001

Negli ultimi mesi il quadro normativo italiano ha subito un’accelerazione senza precedenti, con modifiche che incidono direttamente sulla responsabilità amministrativa degli enti e sulla necessità di aggiornare i Modelli 231/2001. Le riforme approvate tra il 2025 e l’inizio del 2026 hanno ampliato il catalogo dei reati presupposto, introdotto nuovi obblighi di compliance e rafforzato gli strumenti investigativi.
Il D.lgs. 231/2001 disciplina la responsabilità amministrativa degli enti per reati commessi nell’interesse o a vantaggio dell’azienda da parte di amministratori, dipendenti o collaboratori.
L’adozione di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (Modello 231) consente alle imprese di:
  • prevenire la commissione di reati tramite protocolli e controlli dedicati;
  • definire un sistema disciplinare interno;
  • istituire un Organismo di Vigilanza (OdV);
  • formare il personale rispetto ai rischi e alle procedure.
 
Un Modello 231 aggiornato e correttamente attuato può costituire un’esimente in caso di contestazione
A agosto 2025 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto-legge n. 116/2025 contenente “Disposizioni urgenti per il contrasto alle attività illecite in materia di rifiuti, per la bonifica dell’area denominata Terra dei fuochi, nonché in materia di assistenza alla popolazione colpita da eventi calamitosi”.
Il testo legislativo è intervenuto sia sulle norme del D.lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale) sia su quelle contenute nel Codice penale e nel Codice di procedura penale, inasprendo il trattamento sanzionatorio previsto per le attività illecite in materia di rifiuti, trasformando in delitti alcune delle principali fattispecie contravvenzionali previste in materia e prevedendo alcune novità sul fronte delle indagini, quali l’applicabilità in relazione a quasi tutti i principali reati ambientali dell’arresto in flagranza differita e delle operazioni sotto copertura.
La riforma ha interessato anche il D.lgs. 231/01, con l’ampliamento dei reati presupposto di responsabilità per la società e inclusione dei delitti di abbandono di rifiuti, ordinari o pericolosi, spedizione illegale di rifiuti, combustione illecita di rifiuti, gestione non autorizzata, discarica non autorizzata.
 
Un altro ampliamento del catalogo dei reati presupposto si è avuto a gennaio 2026, con l’entrata in vigore del D.lgs 211/2025 in vigore dal 24 gennaio con inclusione dei reati in materia di violazioni delle misure restrittive UE.
Le nuove fattispecie incriminatrici puniscono condotte come:
  • la messa a disposizione di fondi o risorse economiche a favore di soggetti designati,
  • l’omesso congelamento di beni,
  • la conclusione di operazioni commerciali, finanziarie o economiche con Stati terzi o entità sanzionate.
  • la violazione degli obblighi informativi verso le autorità competenti e
  • l’inosservanza delle condizioni previste dalle autorizzazioni eventualmente rilasciate.
 
Risulta quindi necessario un controllo per l’eventuale aggiornamento dei Modelli 231/01, se già adottati o la valutazione se implementarlo.
 
In questo può risultare estremamente utile la pubblicazione del Bando ISI INAIL 2026, prevista per fine febbraio l’uscita delle date definitive: il bando consente di finanziare adempimenti di compliance come l’adozione o l’aggiornamento del Modello 231/01 di protezione per le imprese dai rischi penali.
 
Maggiori informazioni nel webinar in programma a Marzo. 

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