Dalla responsabilità sociale all’incentivo economico
La sfida demografica e occupazionale italiana richiede un cambio di paradigma: non basta più parlare di welfare e conciliazione, è necessario renderli strutturali, misurabili e premianti.
Con il nuovo Decreto Legislativo n. 62 del 30 aprile 2026, questo passaggio diventa realtà: lo Stato riconosce formalmente il valore delle imprese “family friendly”, introducendo incentivi economici per le organizzazioni che adottano sistemi certificati.
In questo scenario, la UNI/PdR 192:2026 emerge come uno strumento chiave per unire competitività, benessere e sostenibilità sociale.
UNI/PdR 192:2026: lo standard di riferimento
Pubblicata ad aprile 2026 e promossa dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia, la UNI/PdR 192 definisce un sistema di gestione strutturato per la conciliazione tra vita familiare e lavoro.
La prassi:
- introduce requisiti verificabili e KPI per misurare il benessere organizzativo;
- copre ambiti chiave come maternità, paternità, caregiving, flessibilità e welfare;
- prevede una certificazione di terza parte accreditata con rilascio del Marchio UNI.
È oggi l’unica certificazione, basata su uno standard tecnico UNI con accreditamento, esplicitamente richiamata nel quadro normativo nazionale come “idonea certificazione”.
La novità normativa: Decreto Legislativo 62/2026
Il decreto introduce misure su:
- salario equo;
- incentivi all’occupazione;
- contrasto al caporalato digitale.
Ma soprattutto, con l’art. 6 (Disposizioni urgenti per la conciliazione vita-lavoro), prevede un incentivo diretto per le imprese certificate.
Cosa cambia per le aziende?
1. Esonero contributivo
- fino all’1% dei contributi previdenziali
- massimo 50.000 € annui per impresa
2. Risorse disponibili
- 7 milioni € per il 2026
- 12 milioni €/anno per il 2027–2028
3. Supporto alla certificazione
- ulteriori 14 milioni € per accompagnare le imprese nel percorso
- tramite avvisi pubblici (Ministero + Unioncamere)
Risultato: la sostenibilità organizzativa diventa anche leva economica concreta.
I 7 Pilastri della certificazione
La UNI/PdR 192 misura la maturità aziendale su 7 aree strategiche:
1. Organizzazione del lavoro (flessibilità, smart working)
2. Supporto alla maternità
3. Supporto alla genitorialità
4. Supporto ai caregiver
5. Salute e benessere
6. Welfare e sostegno economico
7. Continuità di carriera
Un approccio olistico e misurabile, che integra performance organizzativa e impatto sociale.
Perché investire nella certificazione oggi
Oltre agli incentivi economici introdotti dal decreto, i benefici sono multipli:
1. Attrattività ed employer branding Le aziende certificate sono più competitive sul mercato del lavoro
2. Riduzione del turnover Miglior equilibrio vita-lavoro = maggiore retention
3. Compliance normativa anticipata Allineamento con le politiche pubbliche emergenti
4. Impatto sulla natalità e inclusione Contrasto alla motherhood penalty e maggiore equità
5. Accesso a finanziamenti e agevolazioni La certificazione diventa sempre più requisito premiante
Come attivare il percorso
L’implementazione richiede:
- un gruppo di lavoro interno dedicato
- una politica aziendale sulla conciliazione
- un piano strategico con KPI misurabili
- strumenti di ascolto (survey, focus group)
- monitoraggio continuo e audit
Il sistema è scalabile e proporzionato, applicabile da PMI a grandi gruppi.
Normazione e legislazione: una sinergia concreta
L’inserimento della UNI/PdR 192 nel quadro normativo rappresenta un passaggio strategico:
- rafforza il legame tra normazione tecnica e legge
- valorizza il ruolo degli standard come strumenti operativi
- replica il modello virtuoso già visto con la UNI/PdR 125 (parità di genere)
Un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni e sistema UNI per guidare il cambiamento.
Uno sguardo al futuro
Il messaggio è chiaro: le imprese che investono nella conciliazione non solo migliorano il benessere interno, ma diventano protagoniste dello sviluppo del Paese.
