Il Mobility Manager rappresenta una figura chiave per tutte le organizzazioni che vogliono gestire in modo più efficiente gli spostamenti casa–lavoro dei dipendenti e contribuire alla sostenibilità complessiva non solo dell’azienda, ma anche del contesto territoriale in cui sono inserite. Non si tratta solo di un ruolo previsto dalla normativa: è un profilo strategico che aiuta imprese ed enti a ripensare la mobilità quotidiana, ridurre i costi e migliorare la qualità del lavoro.
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Chi è e cosa fa il Mobility Manager
Il Mobility Manager è il professionista incaricato di analizzare gli spostamenti casa-lavoro del personale di un’organizzazione e di proporre soluzioni per rendere questi spostamenti più sostenibili, economici e funzionali.
La sua attività all’interno di ogni azienda parte da una analisi della domanda di mobilità : per mezzo di interviste e questionari rivolti al personale dell’azienda raccoglie dati e richieste, valuta abitudini, identifica criticità e opportunità . Su questa base elabora il Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro, uno strumento che definisce obiettivi e misure concrete per ottimizzare e rendere più sostenibili gli spostamenti casa-lavoro, come ad esempio:
- promozione del car pooling aziendale,
- accordi con il trasporto pubblico,
- incentivi per bici e micromobilità ,
- gestione più efficiente dei parcheggi,
- introduzione di piattaforme digitali per monitorare e ottimizzare gli spostamenti.
Il suo ruolo è anche comunicativo: deve coinvolgere i dipendenti, spiegare le iniziative, raccogliere feedback e favorire comportamenti virtuosi.
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Quando le aziende devono nominare un/a Mobility Manager
Devono nominare il/la Mobility Manager:
- le imprese e gli enti pubblici con più di 100 dipendenti
- localizzati in capoluoghi di regione, capoluoghi di provincia, città metropolitane o Comuni con più di 50.000 abitanti
La soglia dei 100 dipendenti è riferita alla singola unità locale e non al totale nazionale dell’azienda.
Le stesse organizzazioni devono:
- redigere il Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro entro il 31 dicembre di ogni anno;
- trasmetterlo al Comune di riferimento, in particolare al Mobility Manager d’area.
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Perché questa figura è diventata sempre più importante
Negli ultimi anni la mobilità è cambiata rapidamente, in particolare le aziende si trovano a gestire:
- costi crescenti legati alla realizzazione di parcheggi;
- richieste di maggiore flessibilità da parte dei dipendenti;
- obiettivi di sostenibilità sempre più stringenti;
- la necessità di ridurre l’impatto ambientale delle attività quotidiane.
In questo contesto, il Mobility Manager diventa un punto di riferimento operativo: incentiva l’azienda a prendere decisioni basate sulle necessità del personale e sulla capacità di investimento dell’azienda, aiuta a coordinare le iniziative interne e a dialogare con enti pubblici e operatori della mobilità .
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I benefici per le aziende
Oltre ad adempiere ad un obbligo normativo, introdurre un Mobility Manager in azienda porta vantaggi concreti e misurabili. Tra i principali:
- Riduzione dei costi operativi: meno auto in ingresso significa meno spese per parcheggi, rimborsi chilometrici e inefficienze logistiche.
- Miglioramento del benessere dei dipendenti: spostamenti più rapidi e meno stressanti aumentano la soddisfazione e la produttività .
- Immagine aziendale più sostenibile: le iniziative di mobilità rientrano negli obiettivi ESG e rafforzano la reputazione dell’organizzazione.
- Contributo alla riduzione delle emissioni: ogni auto privata in meno ha un impatto diretto sulla qualità dell’aria e sull’ambiente.
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